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L'internazionalizzazione dell'università: la Fondazione Serena

Gli istituti non furono le uniche novità registrate nell'Università che, proprio in quegli anni, stava aprendosi alla dimensione internazionale, grazie anche all'imprevista opportunità offerta da un magnate inglese di origine italiana: Arturo Serena che, dopo aver finanziato cattedre di lingua italiana a Oxford, Cambridge e Birminghamm, decise di destinare un milione di lire alla creazione, in Italia, di cattedre speciali dedicate all'approfondimento della cultura anglosassone. Le trattative tra Angelo Sraffa e il presidente della Fondazione Serena, indussero il consiglio della fondazione stessa ad individuare nel British Council di Firenze e nell'Università Bocconi i partners dell'operazione. Gli interessi derivanti da una parte del capitale messo a disposizione da Arturo Serena, investito in Rendita Italiana 5%, sarebbero stati utilizzati dall'Università milanese per organizzare incontri, conferenze, cicli di lezioni, seminari volti ad illustrare peculiari aspetti dell'economia, della civiltà e della cultura anglosassoni. Grazie ai buoni rapporti con la Serena Foundation, sino alla vigilia della seconda guerra, numerosi studenti bocconiani avrebbero avuto la possibilità di approfondire le loro conoscenze tecniche e linguistiche in università e in istituzioni pubbliche e private inglesi.