
L’avvocata dei due mondi
“Ero arrivata da pochi mesi in Bocconi, da Napoli, per il dottorato di ricerca in Diritto dell’Impresa e, quando un professore mi suggerì di pensare a un master all’estero, menzionandomi le migliori università del mondo, mi sembrò un’eventualità totalmente al di fuori dalla mia portata, personale prima ancora che economica. Eppure, spesso, per realizzare qualcosa è necessario incontrare una persona così, che vede la strada prima di te e te la indica. E questa subito diventa meno impossibile di quanto sembrasse un attimo prima. Non bisogna mai sentirsi troppo piccoli per sognare in grande”. Laureata in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, ricercatrice di Diritto Societario e poi avvocato d’impresa sulle due sponde dell’Atlantico, Stefania Monda oggi è founder e managing partner dello studio legale Tech Legal Partners PLLC con sede a New York, ma nonostante tutto questo rifugge dal ruolo di role model. “Non mi sento un modello, se questo significa avere la carriera standard prevista per chi fa l’avvocato: alla laurea, a 23 anni con 110 e lode, non è seguito subito il praticantato in un grande studio, la promozione a partner e così via...”, riflette l’alumna. “Ho seguito le mie passioni, prendendo decisioni difficili ma che mi hanno portato a costruire una professionalità che, credo, si distingua nel panorama legale e rappresenti un valore aggiunto. Quello che vorrei trasmettere con la mia storia è che le differenze, in un curriculum di studi, possono anche essere un punto di forza”.
Il primo bivio nella carriera di Stefania Monda le si pone davanti proprio quando, dopo il PhD in Bocconi, si apre la prospettiva di restare in accademia. “L’ambiente milanese delle imprese e soprattutto dei grandi studi legali, però, mi trasmetteva l’idea che tutto il sapere appreso fin lì dovesse avere una ricaduta pratica”, riassume l’avvocata. “Sono entrata dunque in uno studio, occupandomi di fusioni e acquisizioni. Non avevo dimenticato però quella suggestione di entrare nelle migliori università e così ho deciso di inviare la mia application, ma solo alle migliori. Quando ho ricevuto la lettera di accettazione dalla Columbia University è stata un’emozione indescrivibile”. Trascorsi i mesi a New York, e smaltito un primo approccio faticoso con i principi del diritto americano così diversi dai nostri, Stefania rientra a Milano e riprende la carriera legale con nuovo slancio. All’orizzonte, però, si pone una nuova scelta, questa volta per ragioni di cuore.
“Mio marito lavorava negli Usa e, dopo anni trascorsi a distanza, era arrivato il momento di ricongiungerci”, racconta Stefania. “È stata la scelta più difficile della mia vita, perché abbandonavo una bella posizione professionale, conquistata con fatica e con prospettive già delineate, per andare a New York dove non sapevo nemmeno se avrei trovato un lavoro. Un vero salto nel buio, ma posso dire che è stata la scelta giusta perché fatta con il cuore. Di fronte a dubbi così grandi, secondo me, è giusto prendere le strade che ci fanno stare meglio con noi stessi, anche se presentano nuove difficoltà e anche se la testa ci dice il contrario. Una volta a New York ho tirato fuori una grinta che non sapevo ancora di avere: dovevo riuscire a costruire, anche da questa parte dell’Oceano, una carriera. Tengo molto al mio lavoro e alla mia dimensione professionale, non riuscivo a immaginarmi senza”. Il primo approccio è con un piccolo studio, una boutique firm specializzata nel settore tech, ma poi arriva il Covid. “Durante il lockdown ho pensato che avrei potuto creare una mia realtà di consulenza legale, sfruttando la doppia conoscenza del diritto italiano e americano per intercettare le aziende italiane intenzionate ad espandersi negli Stati Uniti”. Nasce così Tech Legal Partners, studio legale che oggi assiste startup, scaleup, PMI e leader di mercato nel percorso di crescita e sviluppo negli Usa. “È stata un’idea vincente non solo dal punto di vista del business, ma anche sul piano personale perché ho avuto due gemelle e ho potuto godere della flessibilità necessaria per crescerle, ma curando sempre la relazione con i clienti, un aspetto al quale tengo tantissimo”.
