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Un manifesto per la fiscalità etica

, di Fabio Todesco
Vittorio Emanuele Falsitta propone una revisione del sistema fiscale che stimoli la crescita, promuova la sostenibilità, aiuti a raggiungere gli obiettivi di Lisbona e contribuisca al recupero di credibilità in Europa

Vittorio Emanuele Falsitta
Fiscalità etica
Università Bocconi editore, Milano, 2006
144 pagine, 14 euro

La neutralità del fisco è una chimera inutile, se non dannosa, da perseguire. Determinando che cosa assoggettare alla tassazione e in quale misura, il legislatore invia comunque ai cittadini e alle imprese messaggi impliciti su quali siano i comportamenti che lo stato ritiene corretti e i fini che vuole perseguire. È meglio, allora, strutturare consapevolmente il sistema fiscale in modo che tali messaggi siano espliciti e guidino i comportamenti sulla strada di una crescita economica sostenibile.

Vittorio Emanuele Falsitta, tributarista a Milano e relatore della Legge di riforma del sistema fiscale del governo Berlusconi, traccia in Fiscalità etica (Università Bocconi editore, 2006, 144 pagine, 14 euro) una sorta di manifesto di un fisco volto a realizzare importanti obiettivi extratributari entro i sempre più stringenti vincoli di finanza pubblica.

Falsitta parte da due punti: la crisi della finanza pubblica, dovuta alla crescita della domanda sociale e alla concorrenza fiscale, che spinge gli stati a offrire condizioni sempre più favorevoli alle imprese e li costringe a fare sempre più affidamento sui tributi pagati dai lavoratori dipendenti; il declino economico relativo dell'Europa e, al suo interno, dell'Italia.

In un simile contesto solo un cambiamento radicale permetterà al legislatore di vincere la tentazione di ridurre quei "livelli minimi essenziali" di prestazione che oggi è chiamato non solo a garantire, ma anche a definire.

Il cambiamento radicale è un disegno del sistema fiscale capace di garantire all'Italia una crescita robusta, finalizzata alla realizzazione degli obiettivi sociali dettati dall'Agenda di Lisbona e tale da far recuperare al paese una posizione di credibilità e di prestigio in Europa.

"Da un'altra angolazione", scrive Falsitta, "la revisione profonda della funzione del prelievo accende, nel nostro paese, la riforma culturale: lo stato, tramite prelievi riconcepiti in una missione extrafiscale, interviene nel mercato ed esibisce un'evidente linea culturale; lo stato affronta i problemi principali promuovendo o deprimendo le attività d'impresa secondo un certo modo di vedere le cose: quello della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile".

La natura del volume è quella di un manifesto, ma Falsitta non trascura la segnalazione di alcuni esempi, che illuminano le potenziali finalità extrafiscali del regime tributario. Lo sviluppo sostenibile, in termini pratici, potrebbe così essere sostenuto dall'introduzione di agevolazioni sull'imposta sul reddito per le imprese che adottino cicli industriali a basso consumo energetico o attraverso una rimodulazione delle aliquote Iva che penalizzi i prodotti di importazione mancanti di standard e certificazioni ambientali e di qualità.

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SCHEDA: Università Bocconi editore